"Stefano, le campagne girano, perché toccarle?" Me lo ha detto un imprenditore la settimana scorsa, guardando il cruscotto di Google Ads. Aveva ragione e torto allo stesso tempo. Le sue Dynamic Search Ads funzionavano. Il problema è che tra poche settimane non saranno più una sua scelta: Google le toccherà al posto suo.
Se gestisci campagne su Google — da solo o tramite agenzia — questa è una di quelle scadenze che è meglio non scoprire a cose fatte.
Cosa sta succedendo
Il 15 aprile 2026 Google ha fatto uscire dalla beta AI Max for Search, la sua nuova modalità di campagna basata su intelligenza artificiale. Fin qui, una novità tra tante. La parte che riguarda tutti arriva dopo: da settembre 2026, tutte le Dynamic Search Ads (DSA) ancora attive verranno migrate automaticamente ad AI Max. Senza opt-out. E non sarà più possibile crearne di nuove, né dall'interfaccia, né da Google Ads Editor, né dalle API.
Tradotto: se hai campagne DSA, cambieranno modalità da sole. La domanda non è "se", ma "come ci arrivi".
Cos'è AI Max, in parole semplici
Pensa alle vecchie DSA: tu davi a Google il sito, lui generava annunci e cercava le ricerche pertinenti. AI Max è l'evoluzione spinta di quell'idea. L'intelligenza artificiale decide in modo molto più ampio: quali ricerche intercettare, come scrivere i testi, persino quali pagine di destinazione usare, espandendo gli URL finali.
I dati di Google dicono che AI Max porta in media il 7% di conversioni in più a parità di costo, quando si usa l'intera suite. È un numero interessante. Ma è una media — e la media, come sai, nasconde tanto.
Perché non puoi semplicemente aspettare settembre
Qui sta il punto che spiego sempre ai miei clienti. La migrazione automatica di settembre non replicherà con cura la tua configurazione: la logica del tuo page feed, la struttura delle tue parole chiave a corrispondenza inversa, le esclusioni costruite negli anni. Applicherà i default. E i default di Google sono pensati per l'inserzionista medio, non per la tua azienda.
In trent'anni di digitale ho visto questa scena ripetersi a ogni cambio di piattaforma: chi subisce la transizione perde mesi e budget; chi la governa la trasforma in un vantaggio. La differenza non è l'AI. È chi tiene il volante.
5 mosse da fare ora, prima della scadenza
- Controlla il tracciamento delle conversioni. AI Max ottimizza su ciò che riesce a vedere. Se il tracciamento è incompleto o sbagliato, l'AI insegue i segnali sbagliati e tu paghi. È il primo controllo, prima di toccare qualsiasi altra cosa.
- Testa adesso, in parallelo. Non aspettare di esserci costretto. Attiva AI Max in un test controllato accanto alle tue campagne attuali: servono 4-6 settimane per capire come si comporta sul tuo account.
- Pulisci le landing page. Come le DSA, AI Max legge i contenuti del sito per decidere targeting e testi. Pagine datate, lacune, struttura confusa significano rilevanza più bassa e spesa sprecata.
- Metti i paletti. Definisci dove l'AI può espandersi e dove no: linee guida su brand, località e testi. La libertà dell'AI va incanalata, non subìta.
- Fai un piano di migrazione. Inventario delle campagne, mappa degli URL ad alto valore, revisione delle ricerche storiche che convertivano, esclusioni da preservare. Un foglio, mezza giornata. Vale mesi di tranquillità.
L'errore da non fare
Ce ne sono due, opposti e speculari. Il primo: ignorare tutto fino a settembre e lasciare che i default decidano. Il secondo: consegnare tutto all'AI e spegnere il cervello, convinti che "tanto fa lei". AI Max è uno strumento potente, ma resta uno strumento. Senza qualcuno che gli dia obiettivi chiari e ne controlli i risultati, amplifica gli errori invece di correggerli.
In sintesi
Il mio imprenditore non aveva torto: le sue campagne giravano. Ma "girare" e "essere sotto controllo" sono due cose diverse, soprattutto quando la piattaforma sta per cambiare le regole da sola. Abbiamo usato l'estate per testare AI Max in parallelo, sistemare il tracciamento e preparare il piano. A settembre, quando la migrazione è scattata, per lui è stato un non-evento. Esattamente come deve essere.
Se hai campagne Google e non sai bene cosa cambierà per te a settembre, è il momento giusto per guardarci insieme — prima che decida la piattaforma.
← Torna alle Risorse