Se stai leggendo questa pagina, probabilmente stai cercando di capire se sono la persona giusta per la tua azienda. Invece di elencarti competenze e certificazioni, preferisco raccontarti come sono arrivato fin qui. Credo che il percorso dica più di qualsiasi titolo.
La mia carriera è iniziata in una startup di sviluppo e prototipazione, piccola e estremamente all'avanguardia, guidata da ingegneri fuori dal comune. Lì ho imparato a sviluppare software per sistemi embedded — e lì abbiamo sviluppato sistemi di telemetria che ci hanno portato in Formula 1.
Nel team Ferrari, nel '94-'95, quel software doveva funzionare in modo impeccabile, ogni volta, a 300 all'ora, senza margine di errore. In quell'ambiente impari una cosa che ti segna per sempre: non esistono scuse, esistono solo risultati.
Quella mentalità — rigore, precisione, ossessione per l'affidabilità — è diventata il mio standard per tutto ciò che ho fatto dopo. Da lì ho portato le stesse competenze in altri settori, scoprendo che la disciplina della Formula 1 applicata al business produce risultati straordinari.
Nel 1995 ho fondato la mia prima società focalizzata sui servizi Internet. L'Italia digitale praticamente non esisteva.
Ho sviluppato tra i primi siti web nel paese, costruito competenze di usabilità quando il termine era sconosciuto ai più, progettato reti di connessione dati interne ed esterne, e sviluppato CRM su misura per aziende anche di grandi dimensioni.
Non c'erano manuali o best practice — le abbiamo create noi sul campo.
Il percorso mi ha portato a ricoprire il ruolo di Amministratore Delegato in diverse aziende IT, e parallelamente a gestire progetti digitali complessi per clienti come Mondadori, Fininvest, Mediaset, Prysmian, B.Braun, Liu Jo e molti altri.
Ho ristrutturato aziende nella loro organizzazione, sviluppato strumenti digitali ad hoc per far funzionare il business, gestito team e fornitori, portato progetti dal concept al go-live in settori diversissimi: media, medicale, moda, industria, food & beverage, energia.
In ogni progetto, la costante è stata una: capire il problema reale, trovare la soluzione concreta, e far funzionare le cose.
"Il filo conduttore di 30 anni"
C'è una cosa che non è mai cambiata in 30 anni di lavoro: il mio modo di stare nei progetti. Ho sempre lavorato un passo indietro, facendo funzionare le cose da dietro le quinte, senza prendermi meriti ma mettendo al centro chi si è affidato a me.
Non troverai il mio nome nei comunicati stampa dei progetti che ho gestito. Troverai i risultati, e troverai clienti soddisfatti.
Non sposo progetti nei quali non credo. Quando un'azienda mi presenta un progetto, lo valuto come se fosse il mio — perché nel momento in cui ci lavoro, lo diventa. Se non è credibile, lo dico. Preferisco perdere un incarico che portare avanti qualcosa destinato a fallire.
Sono sempre stati successi? No. A volte per raggiungere il risultato serve un lavoro di squadra dove tutti vanno nella stessa direzione — e quando questo non accade, anche il miglior progetto può non arrivare dove dovrebbe. L'ho imparato sul campo, e proprio per questo oggi so riconoscere in anticipo le condizioni perché un progetto funzioni davvero.
C'è un pattern che si ripete in tutto quello che faccio, dentro e fuori dal lavoro. In ogni ambito in cui mi sono immerso — dalla vita militare allo sport, dall'insegnamento al business — ho seguito lo stesso percorso: imparo, arrivo a padroneggiare, e poi insegno agli altri.
Il mio percorso è iniziato ancora prima: sono entrato come allievo nel servizio militare obbligatorio e ne sono uscito con i gradi di Sergente nella Folgore, a Pisa. Lì ho imparato cosa significa disciplina, responsabilità per gli altri, e prendere decisioni quando non c'è margine di errore. Quella formazione mi ha segnato — è il fondamento di tutto quello che è venuto dopo.
È iniziato con il nuoto: per anni ho insegnato a nuotare. Volevo capire come le persone imparano davvero — così ho studiato comunicazione e pedagogia dell'apprendimento, partecipato ai corsi di Gabriele Salvadori di Castelfranco Veneto ed Enrico Cocchi di Bologna per costruirmi un metodo di insegnamento efficace. Un adulto, passò da 30 a 10 lezioni per imparare a nuotare. Quel metodo è poi diventato la base di tutto.
Sono partito come sub ricreativo, sono diventato istruttore FIPSAS e DAN con varie specializzazioni, per poi finire nella direzione della scuola sub per diversi anni, formando decine di subacquei.
Sono certificatore per il rilascio di certificazioni BLS-D Adulto e Pediatrico e First Aid. Porto la formazione al primo soccorso nelle scuole, insegnando ai ragazzi le manovre di disostruzione — gratuitamente, perché certe competenze dovrebbero essere di tutti. E formo adulti e professionisti all'uso del defibrillatore e alle tecniche di supporto di base alla vita.
Ho preso la patente nautica, ho insegnato vela e ormeggio con uno yacht club, e ho navigato per tutto il Mediterraneo portando equipaggi — prima vacanzieri, poi familiari — in sicurezza attraverso ogni condizione di mare. Continuo a farlo anche oggi con la mia famiglia.
Ho studiato e conseguito il brevetto di pilota in aviazione generale a Bresso, presso l'Aeroclub Milano — la stessa scuola dove iniziano il proprio percorso diversi piloti di linea. Staccare le ruote da terra è un'esperienza che cambia la prospettiva su tutto.
Non è eclettismo. È il mio modo naturale di funzionare: imparo in profondità, costruisco un metodo, e porto le persone da "non so farlo" a "lo faccio in autonomia". Che si tratti di insegnare a respirare sott'acqua, a ormeggiare in porto, o a gestire una trasformazione digitale. Non serve essere eccezionali per fare cose che sembrano straordinarie — serve metodo, disciplina e la voglia di non fermarsi mai.
Oggi metto insieme tutto — profondità tecnica, visione imprenditoriale, esperienza dirigenziale e capacità di gestione operativa — al servizio delle PMI italiane.
Lavoro come Fractional Digital Executive: entro nella tua azienda, capisco dove intervenire, e lo faccio concretamente. Il vantaggio di lavorare con me è che parlo sia il linguaggio del business che quello della tecnologia, perché li ho praticati entrambi per 30 anni.
Negli ultimi anni ho integrato l'intelligenza artificiale nel mio lavoro quotidiano, utilizzandola concretamente come strumento di sviluppo. Ho realizzato applicazioni per iOS e Android, piattaforme di gestione CRM ed ecommerce — progetti completi, dall'architettura al rilascio. L'AI non è un argomento di conversazione: è uno strumento operativo che uso ogni giorno su più piattaforme per accelerare lo sviluppo, ridurre i costi e portare alle PMI soluzioni che fino a ieri erano accessibili solo alle grandi aziende.
E quando il tema è portare il tuo team a cambiare — nuovi strumenti, nuovi processi, nuovi metodi — applico un'esperienza di insegnamento e formazione che viene da molto lontano e da contesti dove l'errore non è ammesso.
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